"Le Porte di Pietra 2010"
Il primo ultra trail in Italia.
"Le Porte di Pietra" è un'ultratrail di 72km e 4100D+, che si svolge interamente in provincia di Alessandria, con partenza e arrivo a Cantalupo Ligure. Molti, leggendo Alessandria, pensano alla pianura o tutt'al più a collinette; "Le Porte di Pietra" si corrono invece in pieno appennino, per buona parte sul confine tra Liguria, Emilia Romagna e Lombardia. La gara rispetta lo spirito trail e la piena autosufficienza alimentare; sono previsti punti di ristoro idrici dove sarà distribuita rigorosamente solo acqua. La gara è aperta ad atleti maggiorenni in possesso di idoneità sportiva. Alle 14:00 dello stesso giorno partirà il trail "Le Finestre di Pietra" 37km 1900D+.
TRAIL LE FINESTRE DI PIETRA
35 KM 1900 D+
In concomitanza con "Le Porte di Pietra" si disputerà un trail più corto, che ripercorrerà i primi 20km della gara lunga, poi percorrendo un inedito percorso ritornerà a Cantalupo.
Con il termine “TRAIL” si intende la corsa di lunga e media distanza effettuata su terreni naturali, generalmente comprendente notevoli dislivelli altimetrici, condotta in regime di semiautonomia. In questo genere di corse l’ambiente offre uno scenario suggestivo che coinvolge l’atleta dal punto di vista emozionale. Conoscere se stessi, gestire lo sforzo senza contare su aiuti esterni, vivere la natura a piene mani, uscire dalle strade, evitare di correre guardando in continuazione il cronometro: questi sono i principali motivi che hanno spinto migliaia di podisti negli Stati Uniti, in Europa e in particolare in Francia dove nel 2006 si sono effettuate circa 700 gare. Il movimento sportivo del Trail è supportato da consolidate organizzazioni, pubblicazioni tecniche e scientifiche, libri e riviste: sono centinaia le gare organizzate in giro per il mondo ed esistono riviste mensili specializzate dedicate solo a questo argomento con approfondimenti monotematici, tecnici ed approfonditi, relativi a preparazione atletica, alimentazione, programmazione degli allenamenti, concatenamenti delle gare, schede tecniche relative all’equipaggiamento e recensioni (notice book) riguardanti le gare più importanti disputate nel mondo. Ai francesi va anche attribuito il merito di aver dato un inquadramento etico alla disciplina sportiva: è importante che il trailer prenda coscienza che spesso attraversa delle aree naturali con un equilibrio ambientale fragile, che è assolutamente vietato buttare a terra rifiuti durante la gara o gli allenamenti, che è scorretto usufruire di punti di rifornimento personali durante la gara che non siano gestiti dagli organizzatori, che è doveroso soccorrere un concorrente infortunato o che si trovi in pericolo durante la gara. Il gruppo de “GLI ORSI” ha maturato negli anni una grande esperienza in merito a questo genere di disciplina sportiva e tra le sue fila può vantare la presenza di atleti di valore internazionale ed esperti conoscitori della materia. Viste queste premesse la volontà del gruppo è quella di dare alla gara una rilevanza internazionale con la speranza che possa diventare punto di riferimento a livello italiano.
Il 30 Settembre 2006 abbiamo dato luogo alla “edizione zero” di questa importante manifestazione che ha visto la partecipazione ( ad invito ) di una quarantina di atleti provenienti da tutta Italia. Questa edizione ha avuto carattere competitivo sulla base delle tacite leggi che regolano la nobile arte dello sport ma non è stata di tipo agonistico.
Vi hanno preso parte degli atleti di indiscussa fama e tra di essi l’indiscusso campione mondiale della specialità, l’italiano Marco Olmo. Questa “edizione zero” è servita a presentare la gara al palcoscenico internazionale e contemporaneamente ci ha consentito di collaudare le nostre forze e le capacità organizzative.
Promuovere la pratica del trail running significa sostenere un turismo ecocompatibile infatti una delle caratteristiche essenziali caratterizzanti queste competizioni è il rispetto dell’equilibrio ambientale e a rafforzare le motivazioni etiche di ogni concorrente verranno poste penalità a chi getta a terra rifiuti e a chi non rispetta gli altri atleti ed i volontari presenti sul percorso.La pratica del trail, con il suo indotto, è considerata uno dei mezzi più efficaci per valorizzare i territori di media montagna in un contesto storico che ne ha visto un graduale abbandono delle attività produttive e della densità abitativa. A questo proposito siamo convinti dell' importanza della collocazione geografica della Valle Borbera, situata a fianco dell’arteria autostradale che unisce Genova e Milano e quindi facilmente raggiungibile da tutti i potenziali fruitori. La recettività alberghiera della valle conta sulla possibilità di alloggiare alcune centinaia di clienti ed in particolare il comune di Cantalupo Ligure, che costituisce il punto di partenza e arrivo della gara, può offrire la disponibilità di una ottima impiantistica sportiva costituita da palazzetto dello sport e campo di calcio, con relativi spogliatoi, sevizi igienici e docce calde. La nostra volontà e la nostra speranza è quella che il nostro impegno, il nostro lavoro e la nostra passione possano arrivare un giorno a segnare e rendere stabile il percorso, anello di congiunzione delle valli Borbera e Curone, con la convinzione che possa essere sfruttato nel corso dell’anno dagli appassionati di podismo, escursionismo, mountain bike e da tutti gli amanti dello sport e della vita a contatto con la natura.
La Val Borbera presenta delle caratteristiche morfologiche alquanto particolari. Non c’è modo migliore di descriverla se non rifarsi alla descrizione che viene riportata nel romanzo storico “ Il Tempio e la Spada” di Rosario Magrì, edizioni Massimo-Milano,
La valle Borba, percorsa dal torrente che porta lo stesso nome, sbocca perpendicolarmente in quella dello Scrivia proprio di fronte a Libarna. Ha la forma di una clessidra che, larga alle due estremità, si restringe nella sua parte centrale formata da una angusta forra che strada e torrente percorrono affiancati. Più in alto la valle termina sugli erbosi pendii da cui nasce il Borba. La sua lunghezza totale s’aggira sulle 20 miglia.”
“……i soldati puntarono i giavellotti verso le Porte di Pietra……..la strada in quel punto è strettissima, scavata a fatica tra il monte e il torrente. La svolta è pericolosa per i carri tanto più che nessun riparo protegge il margine della via dal lato che strapiomba sul Borba. Oltre la prima svolta la vista si stende per una cinquantina di passi. Non c’è aniima viva, il solo rumore era quello del torrente che scorreva nella sua forza.”
Chi avrà la fortuna di partecipare alla gara si potrà certamente ritrovare nelle parole di Magrì in quanto “la porta di pietra” corrisponde alle Strette di Pertuso, punto in cui si attraversa il Borbera per mezzo di una passerella e rappresenta uno dei momenti più suggestivi di tutta la gara.





















