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Marathon des Sables
   
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Ovvero, frammenti di un improbabile diario di bordo

Di Nicola Negri
nicola.negri@libero.it

7 Aprile 2005 . Dopo mesi di allenamento finalmente inizia l'avventura della 20° Marathon des Sables! Partenza dall'aeroporto della Malpensa, ritrovo dei 51 italiani. Siamo veramente un sacco e quasi tutte facce nuove. Il viaggio è abbastanza scomodo per le coincidenze aeree pessime. L'albergo a Ouarzazate è ottimo invece. Doccia (finché si può…) e a nanna.

8 Aprile. Colazione a buffet ipercalorica (finché si può…). Breve tour nella città vecchia di Ouarzazate e partenza in pullman per Rissani sede del primo campo e dove partirà la M.d .S. “Comodo” viaggio di 330 Km in 5h con pranzo al sacco nel deserto, “toilette” compresa… Inizio a familiarizzare visivamente con le inusuali dimensioni del paesaggio marocchino. Fine della strada asfaltata. Il trasferimento al campo ( 2 Km ) lo si fa caricati su camion militari. Il deserto ci da il benvenuto con fastidiose folate di sabbia (roba da niente, mi dicono i veterani…). Prima distribuzione di acqua, assegnazione tende (la mitica 50!). Si fa conoscenza con gli altri compagni di viaggio co-inquilini nella tenda berbera. L'autosufficienza deve ancora iniziare quindi si cena al catering dell'Organizzazione. Prima notte in bivacco.

9 Aprile Siamo in nove alla “ 50” , alla mattina l'odore di fumo non è della tenda che prende fuoco ma del Varano che mi fuma attaccato al naso (si chiama Giorgio ma il soprannome è dato dalla sua andatura ondeggiante dovuta ad una protesi all'anca). Cominciamo bene…Colazione. Giro x la tendopoli, sulle tende ci sono bandiere da tutto il mondo. Fatte anche le foto con Alcide per il nostro Gruppo Podistico AVIS Suzzara, pure con il dromedario! Facciamo una corsetta più per ammazzare il tempo che per sgranchire le gambe. La cresta alle spalle del campo è piena di fossili e consente di vedere il campo dall'alto con le tende disposte a formare un enorme “ 20” , il numero dell'edizione 2005 della M.d.S.. Eccomi in fila per l'apertura della “boutique” con il merchandising ufficiale: occhiali antisabbia, cappellini, e soprattutto gli indispensabili Buff (“aggeggio” multiuso che fa da passamontagna, turbante o sciarpa antisabbia). Passano le verifiche tecniche e mediche, l'autocertificazione del possesso delle calorie minime e dei materiali obbligatori (sacco a pelo, telo termico, bussola, ecc.) velocizza molto questa operazione normalmente lunghissima. Ci consegnano le pastiglie saline e razzo x segnalazione d'emergenza. Alcide deve rifare l'elettrocardiogramma per eccesso di scrupolo di una dottoressa… Ora inizia ufficialmente l'autosufficienza, è stato consegnato il bagaglio, quel che c'è c'è… D'ora in poi l'Organizzazione ci darà solo 9 litri d'acqua al giorno, a parte la cena di stasera. Nel pomeriggio si alza una vera tempesta di sabbia … Un casino! Si fanno centinaia di metri x cercare massi per rinforzare la tenda berbera. Però si balla e canta ugualmente per il briefing ufficiale con benvenuto da parte di Patrick Bauer (padre-padrone della M.d.S.). Ultima cena a “sbafo”, si cerca di fare incetta delle ultime bottigliette di vino… A letto alle 20:30 domani si parte. Fa più freddo della notte precedente, lo sapevo, dovevo tenere la maglia in micropile…

!0 Aprile. I tappa: IRHS ® KHERMOU - 29 Km Sveglia all'alba. Bisogna preparare il fuoco per scaldare l'acqua per i liofilizzati ed il the della colazione. Comunque di rimanere nel sacco a pelo non c'è possibilità, i magrebini dell'Organizzazione iniziano a smontare le tende alle prime luci del mattino. Tenuta da battaglia e ci si raggruppa sotto lo striscione dello start. L'elicottero volteggia e ci si sbraccia al suo indirizzo. Un altro “ 20” è stato composto disponendo i quasi 800 partecipanti a formare le due cifre. Manca poco allo start ufficiale. Ci siamo! Dopo mesi di preparazione siamo al dunque. Non sono né agitato ne euforico. Un strana tranquillità mi pervade. “Quel che è fatto è fatto” mi dico, sarò tranquillo perché ritengo di essermi preparato adeguatamente? Col senno di poi scoprirò che la tranquillità mi derivava dall'inconsapevolezza di ciò che stavo per intraprendere… Partiti! L'ordine mentale è chiaro, almeno per me, “non andare piano, vai più piano!”. Come ci ha detto la sera prima il “Principe” un amico siciliano veterano di numerose edizioni (sempre nei primi 50…) la M.d .S. inizia alla terza tappa, quindi è fondamentale amministrarsi. Comunque il paesaggio è stupendo. Una marea di gente, una landa desolata e un Jebel (cresta, altura) a cui stiamo correndo incontro per attraversarlo. Il fondo è buono, sabbioso ma compatto. Lo zaino, che supera i 9 Kg , non si sente. Ho proprio voglia di correre in questa dimensione inusuale. Ecco le prime dune, “solo” 3,5 Km , si superano agevolmente. Ed ecco l'arrivo della prima tappa. Meno di tre ore e mezza per 29 km , non male, possiamo ritenerci soddisfatti, ma domani devo partire più lentamente. Punzonatura per l'acqua e si cerca la propria tenda. Alcide e Checco sono arrivati ben prima di me separati da un secondo che è già motivo di sfottò. Dopo tutto questa è una gara con una classifica ufficiale… Si puntella al meglio la tenda, mi tolgo con una spugna la polvere di dosso e mi stupisco che mi sia bastato neanche mezzo litro d'acqua per sentirmi pulito. Se penso a quanta se ne usa per una doccia a casa. Relatività…Ora la priorità è la ricerca dei legnetti per il fuoco, necessità di base. In questi contesti la nostra dipendenza tecnologica si annulla. Pochi mezzi = pochi bisogni, è la filosofia del deserto e ci si adegua, sinceramente senza tanti rimpianti. Un pasto caldo e un sacco a pelo in questo contesto riacquistano il loro vero valore. 19:30 tramonto, alle 20 siamo già in branda, non è che ci sia molto da fare, e domani la tappa sarà molto impegnativa.

11 Aprile. II tappa: KHERMOU ® JEBEL EL OFTAL – 37.5 Km Secondo giorno, la notte è passata tranquilla, il Varano dopo le mie educate ma ferme richieste non fuma più “a letto” in “camera” prima di alzarsi… Con che liofilizzato si fa colazione oggi? La tappa che ci attende è tosta, non tanto per i quasi 38 Km ma per i dislivelli e le temperature che ci attendono. Ieri è stata breve ma è confermato che siamo sopra le medie del periodo. Briefing di rito e start sbracciandoci all'indirizzo dell'elicottero per le riprese. Il fondo è compatto, si corre bene. Ecco il Check Point 1 (posto di controllo con rifornimento d'acqua), tra 6 Km iniziano le montagne, così in salita si può camminare … Si sale, il sentiero in cresta è stupendo e la discesa corribile., uno spasso! Ma il caldo cresce, prima del CP2 incontro Carlone, compagno di tenda e coetaneo, ma almeno 15 cm più alto di me… Camminiamo insieme fino al CP2 e ci vediamo superare dal Principe e Luisa, una delle due italiane concorrenti, tosta e dai tratti somatici più scandinavi che siciliani… Ecco che inizia uno degli interminabili “piattoni”. Sono almeno 8 i Km di interminabile rettilineo per arrivare al CP3 e allo Jebel El Oftal dove ci aspettano 2 Km di salita al 25%, Carlone è in crisi e non riesce a correre. Mi dice di andare, lo saluto e proseguo. Di nuovo solo non c'è altro da fare che staccare il cervello e correre guardandosi i piedi… Ma quel pettorale lo conosco! Il 487, è Alcide! Come mai va così piano? Raggiunto mi dice che non sta bene, principi di vomito e mal di testa, è un colpo di sole ma può continuare. Anche lui mi dice di proseguire e che ci vedremo al bivacco. Lo saluto a malincuore ma non posso fare altro. Pieno d'acqua al CP3 ed inizia la salita di questa duna appoggiata ad una montagna. Il caldo è insopportabile, 45° come scoprirò la sera. È un calvario. Non ho mai fatto così tanta fatica in salita neanche ai 4800 m . del Monte Bianco! Finalmente riesco a mettere mani e piedi sulla roccia e il passo diventa più spedito, su questo terreno rendo meglio. Ma chi non ha esperienza alpinistica paga dazio, in questo punto saprò alla sera che ci sono stati parecchi ritirati, anche per infortunio. Un passo dopo l'altro e la cima è guadagnata, inizio la discesa con le gambe abbastanza fresche precedendo Luisa che ho ritrovato in cima. Non è molto a suo agio su questi passaggi più alpini che desertici. Facciamo in compagnia gli ultimi chilometri, anche di dune, senza particolari problemi. Tagliamo il traguardo ringraziandoci a vicenda. Anche oggi non mi posso lamentare del risultato ma ho sempre l'impressione di esagerare e l'unghia dell'alluce destro è viola… l'avevo detto che le scarpe mi calzavano strane... Chissà come è messo Alcide. Le tende del bivacco non sono ancora pronte, ci hanno detto che i camion che le trasportavano si sono insabbiati e sono in ritardo. Nell'attesa ci si può stendere nelle tende infermeria e mi ritrovo di fianco uno dei due fratelli Ahansal, gli “extraterrestri marocchini” che hanno stravinto le ultime edizioni della M.d.S. In francese mi conferma che la tappa di oggi è stata molto dura. Meno male che faticano pure loro! Nella tenda 50, finalmente montata, ritrovo Alcide. Sapevo sarebbe comunque arrivato ma è molto provato. Stasera provvederò io alla raccolta dei legnetti per il fuoco e a scaldare l'acqua per i liofilizzati. Prima sorpresa serale dell'organizzazione: concerto d'archi con tenore giapponese. La location nel deserto è veramente pittoresca! Un occhiata alla tappa sul road book prima di dormire. Ci aspettano 41Km ed è la terza tappa, domani sera potò dire la mia sul pensiero del Principe…

12 Aprile. III tappa: JEBEL EL OFTAL ® TALMAÏDERT – 41 Km non male il risotto al curry per colazione… Oggi la tappa è lunga. Potrebbe essere già giorno di bilanci, nelle gambe ci sono già oltre 60 Km… Vedremo… Partiti. Fino al CP1 no problem. Supero Lorena, l'altra italiana del gruppo, ex nazionale di 100 Km , mica pizza e fichi! Ieri in montagna l'avevo vista in crisi e le devo ancora le M&M's che le avevo promesso per tirarla su di morale… Tra un po' iniziano le dune prima del CP2. Ecco Carlone! Almeno in due camminando nella sabbia ci passa meglio e ci si può fare un po' di foto! Queste sono dune vere, alcune saranno alte oltre 40m! Ma oggi fa veramente caldo, correre sta diventando insostenibile. Camminando arriverò, mi dico per rincuorarmi, dopo ma arriverò. Ogni tanto provo ad accelerare ma non c'è nulla da fare, oltre una caricatura di corsa leggera non riesco a spingere le gambe. Mi rassegno, camminando impiegherò due ore per arrivare al campo finale. Alcide è già arrivato da un bel po', si è ripreso alla grande dal colpo di sole di ieri ed oggi è andato a schioppo. Lui alla classifica ci tiene… Chissà cos'anno pensato gli amici a casa consultando nel sito la classifica e vedendo che ieri ero arrivato prima di lui… Almeno questa soddisfazione l'ho avuta. Ma penso che se va avanti così rimarrà l'unica… La prova che oggi ha fatto veramente caldo è che stasera ci hanno dato una bottiglia d'acqua in più. Che lusso! Non so cosa darei per una birra! Ma ora ho pensieri più terreni, togliendomi la scarpa ho visto che l'unghia si è sollevata ed è piena di liquido… non fa male ma bisogna che vada in infermeria. Non so è stata una buona idea pesarmi, se la bilancia è giusta, dalla partenza i Kg persi sono almeno 5… Beh, intanto ho deciso: la paella è la mia busta liofilizzata preferita! Il sole alle 19:30 è gia tramontato per lasciare il posto ad una splendida falce di luna, forse capisco perché è uno dei simboli dell'africa islamica… Seconda sorpresa serale dell'Organizzazione: proiezione del filmato della partenza e della prima tappe: perché noi italiani dobbiamo sempre farci riconoscere cantando “O sole mio”? Ma a nanna presto! Domani c'è il tappone e sinceramente la tensione la sto sentendo un bel po', se farà caldo come oggi non ci sarà da stare allegri per i 76 Km che ci aspettano… Mi rincuoro rileggendo le email che l'organizzazione ci fa pervenire, tramite il sito ufficiale, da amici e parenti a casa. Quando c'è la consegna serale sembra di essere soldati al fronte in attesa della posta da casa…

13/14 Aprile. IV Tappa: TALMAÏDERT ® OUED AHSSIA -76 Km mmmh stamattina non ci siamo svegliati bene… non mi sento concentrato e le gambe non danno buoni segnali. Speriamo che in corsa testa e gambe si accordino… Stamattina il consueto scambio dell'in bocca al lupo con Alcide è particolarmente sentito, mi sa che ne avrò veramente bisogno, oggi non si può scherzare. Io e lui partiamo alle 9, mentre i primi 50 in classifica provvisoria alle 12:00. Tra questi, oltre ai big, c'è anche Checco, speriamo che mi prenda il più tardi possibile o che non lo faccia affatto… Partenza! Un po' di montagna subito. Paradossalmente la salita, se rocciosa, è ben accetta perché camminando si recupera. Discesa in sabbia uno spasso, primo CP. Stamattina la busta di liofilizzato non l'ho digerita molto bene… ma oggi ne avrò tutto il tempo. Ecco che inizia uno di quei drittoni “spaccatesta” 12,5 Km perfettamente piani e rettilinei nel nulla pietroso. La prossima volta mi porto il lettore di Mp3 per vincere la noia… Il paesaggio è splendido ma troppo opprimente da guardare. I punti di riferimento sembra non si muovano mai per stimare il proprio avanzamento, meglio guardarsi le punte dei piedi. Così preservo anche la mia unghia malconcia da urti pericolosi. Finalmente il CP2! Non sono neanche più sicuro che fosse vero il tipo in motorino incrociato un po' di tempo fa, chissà da dove veniva e soprattutto dove andava. Scene degne di “Marrakech Express”… Dal CP2 si svolta a nord, ora iniziano le dune, speriamo non siano troppo alte. Per ora si riesce ancora a correre, malgrado il caldo. La bandana bagnata sotto al cappello dà un minimo sollievo e le pastiglie saline, placebo o no, sembra funzionino. Le avessi prese anche ieri! Partendo tre ore dopo di me, in 6h 30 i due fratelli Ahnsal mi hanno già sorpassato, corrono che non sembra facciano fatica o sentano il caldo. Va bene che sono indigeni ma i 47° ci sono anche per loro! Ecco che mi passa anche Marco Olmo, forza! Ha 57 anni suonati ed è tra i primi dieci, tanto di cappello. Finalmente il CP3! Ora si dovrebbe svoltare ad ovest… Come ancora a nord?! Mi sono ricordato male il road book, ci sono altri 11 km di misto dune prima del CP4 e puntare quindi le montagne ad ovest… Camminando ecco anche il CP4, siamo a 4/7 di tappa. Ancora un po' di dune poi dovrebbe esserci un ouad (corso d'acqua asciutto), poi dovrebbe essere più corribile. Mi sa che sia scoppiata una vescica sotto l'alluce, sinistro stavolta. Per fortuna brucia solo per 30 secondi… Ma non piove mai da queste parti? Un bell'acquazzone rinfrescante proprio no, eh? Invocazione accolta, non pioggia ma un velo di nubi che mitigano il caldo. Si può “correre”. Se mi vedessi sarei il primo a prendermi in giro ma tenere questa andatura da ”tapascione” significa almeno mezz'ora in meno tra un check point e l'altro. Eccomi al CP5, 5/7 di tappa, pieno d'acqua una barretta energetica e via. “Se non ti fermi, anche camminando avanzi”. È ciò che mi dico per vincere la tentazione di fare compagnia a chi si è coricato sotto le tende berbere montate nei check point. Il sole inizia a calare ed anche la temperatura. Le maltodestrine stanno entrando in circolo o è questa brezzolina quasi fresca che mi danno le forze per riuscire finalmente a correre? Guarda quanti concorrenti che camminano che ti supero! Finché ci riesco si tiene questo ritmo. Quando farà troppo buio vedremo se la lampada frontale sarà sufficiente ad evitare i pietroni. Intanto ho già messo la balise luminosa sul retro dello zaino. Quelle sui segnali fissi e degli altri concorrenti con l'aumentare del buio si vedono sempre meglio, anche per una talpa come me! Devo dare ragione a chi mi aveva detto cha alla Marathon des Sables è impossibile perdersi (in questa tappa si sono persi in 4, ritrovati dopo ore con l'elicottero…). Avevo già corso di notte alla Reunion ma qui il paesaggio è completamente diverso, anche come fascino. Ecco di nuovo la falce di luna. Ormai è buio, il CP6 è gia passato da un po', sono nell'ultimo settimo di tappa. Ormai non riesco più a correre, dopo un paio di botte sull'unghia malandata, non mi resta altro che dare fondo alle ultime energie mentali e camminare fino al traguardo. Anche qui devo dare ragione alla persona di prima, finché la testa comanda il corpo obbedisce e non viceversa… Ecco il Checco! Peccato! Mi ha preso a pochi chilometri del traguardo, se fossi riuscito a correre di più… caldo a parte la prossima volta che ritorno alla M.d.S. occorrerà fare serie modifiche alla preparazione… Ma cosa sono quei due “cosi” bianchi? Non è il solito traguardo… Fortunatamente quello vero era nascosto da un rilievo un centinaio di metri dopo. Non mi ricordo più se li ho fatto di corsa, penso di no… 13 ore e 2 minuti il mio tempo di tappa. Come avevo fatto a stare in giro 31 ore alla Reunion? Su una cosa non sono d'accordo, sempre con quella persona, fino ad ora la Marathon des Sables si sta dimostrando molto più dura della Diagonal des Fous alla Reunion! Ma ora sono arrivato, i 76 Km sono fatti. Per qualche meccanismo mentale protettivo mi sembrano già lontani, quasi non li avessi fatti io. Magari ne parlerò con Franco, altro membro della tenda 50, persona squisita nonché psicoanalista… Il benvenuto ed i complimenti di Lisa all'arrivo mi hanno proprio fatto piacere. È una delle poche italiane dell'Organizzazione e sicuramente la più carina! Non cerco neanche la tenda, vado direttamente in infermeria. Tanto lo stomaco è chiuso ermeticamente, oltre all'R2 non va giù niente e la voglia di mettermi a spadellare è zero… Per fortuna il dottore che mi cura è bravo oltre che simpatico. Ora si può andare in branda. Alcide mi sente arrivare da lontano, chissà perché avvicinandomi mi sono messo a cantare una vecchia canzone di Guccini in modenese… Ci sono anche Carlone e Checco. Ci si fa una sacco di complimenti a vicenda, è una bella soddisfazione essere arrivati a ¾ di gara. Ora i chilometri in “saccoccia”, e nelle gambe, sono 183,5… Ho provato a dormire ma non c'è verso, il tasso di adrenalina è ancora troppo alto. Andrò al traguardo a vedere se arrivo qualche italiano. Che tempismo! Sono le 4:30 e chi ti becco? Paolo Zubani, il referente italiano dell'Organizzazione, ed il Varano! Ora della tenda 50 manca solo Franco, aveva i piedi messi male chissà dov'è, e quando arriverà… Ci penseremo domani, sembra che il sonno stia arrivando, finalmente… A metà mattina del 14 aprile (si hanno due giorni per completare il 76 Km ) arriva anche Franco! Annunciato da Italo, cineoperatore che si muove con i mezzi dell'Organizzazione, siamo riusciti a fargli addirittura il picchetto d'onore quale ultimo italiano finischer del tappone! Quindi tra gli italiani non ci sono ritirati. Un po' di sano campanilismo non guasta mai! È giovedì 14, giornata di riposo la chiamano… sotto le tende berbere fa un caldo bestia. Ci credo, sono nere! “Proprio adatte al deserto”, mi dico in contrasto con ogni mia reminiscenza di termologia! Col vento poi c'è sabbia ovunque ed è un'impresa tenerla dritta. Ci si consola con i pasti, oggi porzioni doppie! E chicca delle chicche si stappano i 250 cc di lambrusco che mi ero tenuto per l'occasione. Non se ne può più dell'acqua arricchita in sali che ci danno, ogni tipo di bevanda è in cima ai miei desideri come in quelli di molti partecipanti. Se in giro ci fosse un “ pusher” di idrolitina farebbe affari d'oro… Io, come promesso, mi accontento di “spacciare” M&M's, malgrado le temperature sono integri e gustosissimi! Per tutto il giorno si vedono concorrenti che arrivano, questi si che sono eroi! È la stessa ammirazione che nutro per chi ha la costanza di correre una maratona in oltre 6 ore. Fa più fatica questa gente che i top runner da 2 ore e rotti… Finalmente è arrivata la sera, la giornata non passava più… Così domattina si può ripartire e riprendere a consumare i 62 Km che mancano a Tazzarine. C'è voglia di arrivare e stando fermi non passa di certo. Prima di coricarci altra sorpresa serale di Bauer&C: danzatrici del ventre! Non di soli liofilizzati vive il corridore del deserto! Il geometra Sparpaglioni (altro personaggio della tenda 50) ne è talmente preso che non può fare a meno di buttarsi anche lui nelle danze. E con ottimi risultati! Almeno come ilarità suscitata…

15 Aprile. V Tappa: OUED AHSSIA ® IRAOUN – 42.2 Km Penultima tappa. Ormai prepararsi la colazione sul fuoco è facile come farsi un cappuccino al bar… Ho voglia di rimettermi in marcia per avvicinarmi di più al traguardo finale, ma sento che c'è qualcosa che non va. Stamattina ci sono poco con la testa. Tanti pensieri si accavallano e molti sono negativi. Non è un buon atteggiamento per affrontare 42 km che già sono una distanza impegnativa sull'asfalto, figurarsi in questo ambiente. Comunque si parte. Le gambe sono di legno. Il “giorno di riposo” non mi ha fatto per niente bene … Arranco con un andatura da “tapascione” ma per fortuna fino al CP1 il percorso è facile e pianeggiante. E con tracce di “civiltà”. Ci sono palme e molti parallelepipedi color ocra classificabili come case per la presenza della parabola satellitare… Sto correndo veramente piano, me ne rendo conto anche senza sentirmi chiedere se sto bene dagli altri italiani che mi sorpassano. I primi giorni li passavo io, il Principe non si sbagliava… Devo stringere i denti perché più di così non riesco ad andare… CP2 ed ecco che si entra nella valle del Oued Taihbalt. Che flash vedere il verde del grano! Dopo una settimana di grigio e ocra il verde vegetale appare intensissimo, quasi innaturale. La strada che percorre quest'oasi è stupenda, in mezzo a palme e con tratti d'ombra, leggermente ondulata, sarebbe corribilissima. Non per me, sono costretto a camminare e la frustrazione aumenta. Sono talmente perso in questi mesti pensieri che a momenti sbatto letteralmente nel CP3. Tento un allungo per arrivarci in corsa ma il risultato è che inciampo in un pietrone e mi sa che mi sono pure preso una contrattura tentando di rimanere in piedi. Che coglione… Passiamo vicini a dei villaggi ed è pieno di bambini che chiedono “bon bon” e “chocolat”, rispondo continuamente che non ne ho, le M&M's sono finite da un pezzo… No, le borracce non ve le posso regalare, mi servono…Gli ultimi 12,2 Km sono naturalmente uno dei soliti “drittoni” interminabili. Camminando passano anche questi. Riesco però a tagliare il traguardo di questa penultima penata tappa correndo, grazie agli incitamenti di Alcide che mi aspetta 200 metri prima della fine. 6h 53m dice il cronometro, è il doppio dei miei ultimi tempi in maratona… Non ne posso più! Sono in riserva di energie mentali, come farà Alcide ad andare sempre così forte e costante? Con i suoi 50 anni forse ha ragione Checco quando scherzando dice che è caduto nella fontana dell'eterna giovinezza… Mi conforta sapere che domani sera sarà tutto finito. Dormirò in un letto, mi farò una super doccia e saccheggerò il buffet del ristorante! Ancora 20 Km , un solo check point da punzonare. Impegnato nella fila per la medicazione ai piedi mi perdo l'ultimo spettacolo offerto dall'Organizzazione, questa volta pomeridiano, l'incontro di polo berbero. Chi la visto mi ha detto che di bello c'erano solo i cavalli… In tenda 50 ci siamo tutti, manca solo Franco, siamo preoccupati perché inizia a fare buio. Con i piedi a pezzi per lui deve essere una vera via crucis… Per fortuna, tardi, ma arriva anche lui. In tenda ci si mobilita tutti per accoglierlo come si deve, non vuole mangiare ma lo obblighiamo. Non vorrà mica sprecare questa gustosissima pastina in brodo? Prima di coricarmi esco per andare alla “toilette”. Ne approfitto per guardarmi in giro. Domani sera non vedrò più questi spazi così vasti, non vedrò più questa perfetta semisfera di stelle e non avrò più sabbia ovunque… Buonanotte.

16 Aprile. VI tappa: IRAOUN ® TAZZARINE – 20 Km Ultima tappa. È proprio festa oggi! Insieme all'acqua stamattina ci hanno dato anche una lattina di Coca, fresca! Preparo lo zaino per l'ultima volta, l'alleggerimento del cibo consumato fino qui è compensato da un bel fossile che ho trovato ieri. Per 20 Km me lo posso anche portare, se era un trilobite me lo sarei caricato anche nella tappa da 76 Km ! Si parte. Le gambe sono uno schifo. Oltre alla contrattura di ieri si fa risentire la periostite tibiale. Che catorcio…Ma non me ne frega niente. Oggi sono solo 20 Km , gli ultimi, e in un modo o nell'altro me li corro tutti. Devo pensare a quando sventolerò, al traguardo di Tazzarine, lo striscione che mi sono fatto stamattina con Carlone tagliando la sua tuta in carta. Ecco il check point, l'ultimo e gli ultimi 10 Km… “Guardati i piedi”-mi dico-“stai correndo su strati di calcare nero pieni di fossili”-“Non me ne importa niente”- mi rispondo-“voglio solo arrivare”. E prendere quella ragazzona inglese che continua a superarmi. Sarò sfatto ma anche in queste condizioni non posso farmi superare da una culona del genere! Pensieri gretti e maschilisti ma sto veramente raschiando il fondo del barile delle risorse psico-fisiche… No bambini, non ho nulla da regalarvi, men che meno gli occhiali…Grazie per gli incitamenti ma devo arrivare, non posso fermarmi. L'asfalto… 2Km all'arrivo… mi fa talmente male la tibia che sono costretto a correre sulla terra del ciglio perché l'impatto con la strada è troppo duro… Dai! dietro quella curva c'è il traguardo… Eccolo finalmente! Fuori lo striscione! Sento e intravedo Alcide che mi incita dalla transenna a destra. Taglio il traguardo sventolando un bolognesissimo e adeguato all'occasione “Socmel ben!!!” È finita!!! Saluto patron Bauer che, in teoria, dovrebbe accogliere ogni finischer. Mi stringe distrattamente la mano perché impegnato in un'intervista, str..zo… ma non me ne frega niente, sono arrivato. Ecco Carlone e Checco! Baci ed abbracci e foto di rito. Cerco Alcide ma nella confusione non lo trovo. Birra, voglio della birra! Anche il sacchetto per il pranzo, che lusso! È una festa con gli altri arrivati, gran pacche sulle spalle e abbracci. È un allegro casino che termina addormentandomi sul pullman che mi riporterà all'albergo a Ouarzazate, 170 Km in 4 ore…

In albergo sbarbati, lavati ed in abiti civili sembriamo altre persone. Ma siamo altre persone! Non solo per le facce scavate e cotte dal sole. Da un'esperienza del genere non si ritorna uguali a prima. Personalmente una settimana in queste condizioni estreme mi ha fatto capire, e non in modo indolore, quali sono i miei limiti fisici e mentali. Durante le interminabili tappe ho forse “viaggiato” di più con la testa che con i piedi sperimentando quello stato di lucidità estrema, sperimentato altre volte, che si realizza quando la mente si stacca dal corpo sopraffatto dalla fatica. E in questo stato ci si perde in voli pindarici incredibili… Sarò diventato un drogato di endorfine? Sarà per questo che scrivendo queste righe mi dico che voglio ripetere questa fantastica esperienza nel deserto al più presto? Chissà. Non sarà certo un unghia saltata via a scoraggiarmi, ricrescerà e ne ho ancora altre nove…

   
 
 

 
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